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domenica 1 gennaio 2017

Anno Nuovo

Anno Nuovo

“Indovinami, Indovino,
tu che leggi nel destino:
l’anno nuovo come sarà?
Bello, brutto o metà e metà?”.
“Trovo stampato nei miei libroni
che avrà di certo quattro stagioni,
dodici mesi, ciascuno al suo posto,
un Carnevale e un Ferragosto
e il giorno dopo del lunedì
sarà sempre un martedì.
Di più per ora scritto non trovo
nel destino dell’anno nuovo:
per il resto anche quest’anno
sarà come gli uomini lo faranno!”.
(G. Rodari)

(http://www.personaldreamer.com/it/articolo/uno-spettacolo-di-fuochi-d-artificio-per-una-festa-scoppiettante)

domenica 11 dicembre 2016

Topina e Puzzolina, tra buio e temporale

Questa settimana parliamo di... emozioni!!!
E' infatti molto importante educare i bambini su questo tema, già dalla più tenera infanzia, non solo perché le emozioni entrano sempre in campo nel rapporto con l'altro, ma soprattutto perché riconoscerle permette una migliore relazione con sé stessi.
(http://www.lenuovemamme.it/educhiamo-i-bambini-alle-emozioni/)

Le due brevi storie scelte, intitolate "Topina e il buio" e "Puzzolina e il temporale", hanno entrambe per tema centrale la paura. Un'emozione che tutti i bambini -ma anche i grandi- provano, ma che spesso è difficile da ammettere; così, per riuscire a parlarne con i più piccoli, abbiamo iniziato ad elencare tutte le cose che a noi fanno paura e mostrando che -a volte- anche i personaggi delle favole prendono paura.
Topina, infatti, si è svegliata nel cuore della notte perché aveva molta sete, ma andando in cucina, al buio... sente un rumore!!!
Puzzolina, invece, appena ha sentito il temporale è andata a nascondersi sotto al tavolo, tappandosi le orecchie!!!

Topina e Puzzolina chiamano subito le loro mamme, che corrono per vedere cosa è successo.
Per fortuna, la mamma di Topina la rassicura dicendole che il rumore che aveva sentito era solo un grandino della scala e che non si deve vergognare di avere paura del buio perché anche lei -una volta- ne aveva. La mamma di Puzzolina le insegna che non deve avere paura del temporale e che quando ci sono i tuoni molto forti (di cui anche lei ha paura) deve pensare che non possono arrivare nel suo lettino.
Così, Topina e Puzzolina tornano felici e tranquille nelle loro camerette.

Con queste due storie abbiamo mostrato ai bambini che è importante riconoscere e parlare delle proprie emozioni e dei propri sentimenti per capire gli altri e sé stessi in maniera migliore.


giovedì 8 dicembre 2016

Il concetto di resilienza in "Il pentolino di Antonino"

Come abbiamo visto la scorsa volta, la storia "Il pentolino di Antonino" si caratterizza per un concetto fondamentale nell'ambito educativo, ovvero il concetto di resilienza.
La resilienza viene definita come la capacità di sviluppare una vita positiva, nonostante l'aver vissuto delle esperienze traumatiche che, di per sé, avrebbero potuto portare ad esiti negativi.

(http://www.seejay.cloud/accademiagalli/resilienza/)
In questa prospettiva, il protagonista della nostra storia vive un trauma, rappresentato dal suo "pentolino" che ad un certo punto non gli permette più di essere come gli altri.
Come viene spiegato nel Quaderno Pedagogico a cura di Milani e Ius, Antonino incontra due diversi tipi di educatori: l'educatore che lo sgrida e che lo mette in castigo affinché Antonino non possa più disturbare i compagni (e probabilmente anche l'educatore stesso) e l'educatore che, attraverso competenze teorico-metodologiche ed una buona relazione educativa, riesce ad entrare in contatto con Antonino.
La brava educatrice è Margherita che entra in contatto con Antonino e mostra lui le risorse che può ricavare dal suo pentolino, proprio come ha fatto lei con il suo pentolino verde. Margherita si configura dunque come tutore di resilienza, la "mano tesa" e la "soffiatrice d'anima" descritta da Cyrulnik.
Alla fine della storia, Margherita saluta Antonino consapevole -da brava educatrice- che le relazioni educative devono mirare all'autonomia ed al miglioramento delle disposizioni dell'educando ed hanno il carattere di finitezza.
La seconda parte del Quaderno Pedagogico si conclude, infine, con un'importante invito a tutti gli educatori:
"Il prato fiorito di margherite nella terza copertina è lì, a ricordo della Margherita di Antonino, un ricordo che si estende ai fiori significativi che ciascun bambino ha incontrato nella propria storia e che diventa augurio di poter aggiungere, nei campi delle relazioni, altri fiori grazie alla crescita che ciascun educatore può favorire facendo anche solo qualche buona mossa nella vita dei bambini". 
("Educazione, pentolini e resilienza", a cura di Marco Ius e Paola Milani)

(http://www.fotoeweb.it/sorrentina/Fiori.htm)


domenica 4 dicembre 2016

Il pentolino di Antonino

Questo fine settimana parliamo di un albo illustrato, uscito nel 2009 in Francia. La storia si intitola "Il pentolino di Antonino" ed il tema centrale che emerge è proprio il pentolino -allegoria di problemi e traumi- che molti bambini trascinano dietro di sé, proprio come il protagonista dell'albo.

Ecco l'albo illustrato! :)

La storia racconta di un cucciolo di ippopotamo che porta sempre con sé un pentolino, che non gli permette di giocare assieme a tutti gli altri bambini in quanto viene considerato "diverso". Antonino ha bisogno di affetto e lo manifesta in maniera molto espansiva; i "grandi" non comprendono i suoi atteggiamenti e così inizia a sentirsi sempre più solo, ma poi...


... incontra Margherita! Una persona che, nell'ambito delle scienze dell'educazione, viene definita tutore dello sviluppo e di resilienza.
Margherita -che possiede un pentolino come il nostro protagonista- mostra ad Antonino i punti di forza e le risorse che il pentolino gli permette di possedere: insieme possono infatti giocare a ping-pong, e dipingere quadri meravigliosi. Inoltre, Margherita confeziona una saccoccia per Antonino, così che non gli impedisca più di giocare con gli altri.
Alla fine della storia, tutti i bambini sono contenti di giocare con Antonino e apprezzano i suoi disegni, anche se Antonino è sempre lo stesso!!!



La storia ha una valenza fondamentale sia dal punto di vista formativo per gli educatori, ma anche dal punto di vista educativo, per i bambini e per i genitori in quanto evidenzia l'importanza del concetto di resilienza, di rispetto dell'altro e di competenza educativa.

Nei prossimi post vedremo in maniera più dettagliata come il concetto di resilienza viene sviluppato nell'arco della storia, in modo tale che gli adulti possano leggere ai bambini questa storia con la consapevolezza dell'importanza che i concetti veicolati da questo albo illustrato possono avere nello sviluppo dei più piccoli.
Alla prossima! :)

domenica 27 novembre 2016

Storie dall' Australia

Eccoci qui, siamo giunti all'ultima tappa del nostro viaggio e questa volta siamo in Australia!
(https://backpackingandaway.wordpress.com/australia-che-passione/)
La storia di oggi -intitolata "La sacra danza del canguro"- ci farà conoscere uno degli animali tipici: il canguro. La storia narra, infatti, di come il canguro abbia imparato a camminare su due zampe, proprio come noi! Una sera vide una tribù di indigeni ballare attorno al fuoco e decise che anche lui si sarebbe divertito come stavano facendo gli umani ed andò a ballare con loro, inventando ed insegnando a tutti i salti più belli del mondo. La mattina seguente, per premiarlo, gli indigeni gli diedero il permesso di continuare a camminare e saltare su due zampe... ed ecco perché ancora oggi tutti i canguri sanno camminare come gli uomini!

Alla fine della storia i bambini hanno avuto la possibilità di disegnare e colorare, ma anche di "diventare" un vero canguro! Dopo essersi disposti in fila i bambini dovevano saltare all'interno di cerchi colorati, proprio come avrebbero fatto i canguri. 
Per i bambini è infatti importante conoscere il mondo che li circonda anche attraverso il corpo ed il movimento.
(http://www.sanlazzarosociale.it/servizi/servizi-per-l-accessibilit%C3%A0/56-risorse-del-territorio/centri-sociali/2268-percorso-di-psicomotricit%C3%A0-per-ragazzi-dai-4-ai-5-anni.html)

giovedì 24 novembre 2016

Storie dall' America

Riprendiamo il viaggio attorno al mondo e questa volta ci fermiamo in un magico villaggio di Indiani d'America, che -prima di iniziare a raccontare la favola- ci hanno fatto accomodare in cerchio attorno al fuoco.

(http://www.sahajayogaudine.it/indiani-america)
La storia raccontata dal capo tribù si intitola "Il falcone e l'anatra" e racconta il viaggio delle anatre verso i paesi caldi del Sud America. Attraverso questo viaggio le anatre poterono vedere il bel paesaggio delle praterie e delle foreste ed incontrare anche il temibile falcone, che però era ferito. Alla fine dell'inverno le anatre ripartirono, convinte che il falcone ferito non avrebbe più potuto attaccarle. Ma si sbagliavano: il falcone si era riposato ed era guarito!
I piccoli anatroccoli impararono così che è importante rispettare ed essere amici di tutti gli animali così che questi ultimi non avrebbero potuto fargli del male.
La storia ha in sé alcune delle più importanti caratteristiche delle favole e leggende americane che includono l'importanza dell'ambiente e degli animali, peculiarità alla base della stessa cultura tradizionale degli indigeni americani.

Anche per oggi il viaggio è terminato... alla prossima tappa!

giovedì 17 novembre 2016

Storie dall'Asia

Questa settimana continuiamo il nostro viaggio e ci spostiamo in Asia, più precisamente in Cina!!
(https://vivitravels.com/it/ricordi-della-cina/tour)
La fiaba cinese si intitola "Paradiso e inferno" e narra dell'esperienza di un valoroso samurai, che nell'aldilà fu destinato al paradiso, ma che -essendo curioso- decise di andare a visitare anche l'inferno. Dopo aver visitato entrambi si accorse che l'ambiente era identico, sia nel Paradiso che nell'Inferno c'erano dei grandi tavoli con lunghissime posate, ma mentre nell'Inferno nessuno riusciva a mangiare, in Paradiso tutti erano sazi e stavano bene perché erano pronti ad aiutarsi l'un l'altro.
Infine, nel raccontare questa fiaba cinese, abbiamo mostrato ai bambini diversi paesaggi, monumenti e architetture cinesi, in modo tale da aumentare la loro conoscenza di questi luoghi lontani.
Con questa storia abbiamo non solo mostrato ai giovani lettori dei nuovi paesaggi e personaggi come i samurai, ma soprattutto dimostrato loro il valore dell'altruismo e della solidarietà e come essi siano importanti in tutte le culture del mondo!
Alla fine della lettura, il laboratorio svolto consisteva, infatti, nel dimostrare la fiducia nei compagni e nel lasciarsi aiutare.
(http://www.aibi.it/ita/cina-ultimi-quattro-giorni-ma-dopo-tre-settimane-e-gia-ora-di-ritornare/)


giovedì 10 novembre 2016

Favole, tra bambini e culture

Nella conferenza intitolata "I pericoli di una storia unica" (https://www.ted.com/talks/chimamanda_adichie_the_danger_of_a_single_story?language=it), la scrittrice Chimamanda Adichie racconta come durante la sua infanzia, in Africa, la maggior parte delle storie con cui entrava in contatto rappresentassero situazioni e personaggi "occidentali"; a partire da qui, la scrittrice nigeriana dimostra la pericolosità di una storia "singola", ovvero un'unica visione globale, che non tiene conto delle specificità tradizionali.
Le favole hanno però sempre avuto uno sviluppo locale e tutt'oggi veicolano valori e tradizioni differenti a seconda dei luoghi in cui nascono.
(http://www.teonews.it/russi-giovedi-ultimo-appuntamento-con-le-letture-in-biblioteca/)


Perché, dunque, non usarle come strumento per insegnare il rispetto dell'altro?
Ogni Paese ha sviluppato, negli anni, favole diverse e portatrici di differenti valori e modelli con cui i bambini sono cresciuti e si sono identificati. Pensate alla Piccola Fiammiferaia in Danimarca o Pippi Calzelunghe in Svezia (considerata poi qui da noi come un modello negativo per le bambine).
Oggi, in un mondo sempre più "interculturale" un modo divertente per far entrare in contatto i bambini con altre culture e con le loro singolari caratteristiche è quello della lettura di storie provenienti da tutto il mondo, in modo tale da far crescere i bambini con l'idea che non ci dovrebbero essere rapporti di potere e prevaricazioni tra i diversi Paesi.
La conoscenza di altri valori, altre idee e altri contesti sociali non può che arricchire il bagaglio culturale anche dei più piccoli.
(http://www.alibabook.it/iniziative/bimbi-che-leggono/)